Curiosità

Ma la Garisenda, da quando pende?

Alta 47 metri e mezzo, la Garisenda è la “Torre pendente” di Bologna che, con un angolo di 4° (3,22 m lo spiombo), vince di un soffio la gara con quella di Pisa (attualmente 3,97°).
Ma è sempre stata così storta?

Costruita probabilmente intorno al 1109, la Garisenda pare proprio che penda fin dalla sua fondazione, o almeno pendeva come oggi già nel ‘200. Dante Alighieri, che per ben due volte poetò sulla torre, prima nel “sonetto sulla Garisenda” (1287), poi nei più celebri versi della Divina Commedia (Inferno, XXXI), la paragonò al gigante Anteo, il figlio di Poseidone che per favorire Dante e Virgilio si piegò verso i due per permettere loro di salire sulle sue palme e procedere agevolmente alla discesa verso la ghiaccia di Cocito nell’Inferno.

Qual pare a riguardar la Carisenda / sotto ‘l chinato, quando un nuvol vada / sovr’essa sì ched ella incontro penda; / tal parve Anteo a me che stava a bada / di vederlo chinare, e fu tal ora / ch’ i’ avrei voluto ir per altra strada”.

In origine alta circa 60 m, proprio per la sua grande pendenza nel 1293 il Comune decise di abbatterla, offrendosi ai Garisendi per l’acquisto. Dopo un anno, non avendo trovato i soldi per farlo (3mila Lire), l’idea della demolizione venne abbandonata. Nel 1353 riuscì a mozzarla, ma non ad abbatterla, il despota Giovanni Visconti da Oleggio, che per motivi di sicurezza la fece abbassare di circa 12 m.

Tornando alla pendenza, sembra che l’inclinazione assunta nel ‘200 sia restata quasi invariata nel corso di secoli, ne sono prova i due fori praticati nel 1353 per collegare con un corridore la vicina Asinelli, ed ancora perfettamente allineati con i corrispettivi fori della sorella maggiore.