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Torre Garisenda: il piano del Comune di Bologna

(6 novembre 2023) L’affaire Garisenda “cambierà la città e la vita di tutti i bolognesi, non solo la mia. È uno spartiacque. E tutti dovranno cedere qualcosa”. È la profezia del sindaco di Bologna, Matteo Lepore, che oggi pomeriggio in Comune ha presentato l’aggiornamento del piano di protezione civile legato allo stato di salute della torre. “Per la Garisenda l’obiettivo è fare il bene della città e salvare un simbolo“, risponde il primo cittadino, a chi gli chiede se sulla torre, così come dichiarò per il progetto di Città 30, si giocherà la rielezione. “Io faccio il mio lavoro di sindaco e non in funzione del mandato- dice dunque Lepore- non decidere mai è un difetto, forse non si è più abituati a tante decisioni prese”.

Sulla Garisenda, sostiene il sindaco, “non possiamo limitarci a dire che la salviamo e la restauriamo, perché innesca dinamiche su cui non possiamo far finta di niente”. Quindi avverte: “Cambierà la città. Cambierà la vita di tutti i bolognesi, non solo la mia. È uno spartiacque. E tutti dovranno cedere qualcosa”. Ad esempio, segnala Lepore, più aree pedonali intorno alla torre possono portare più turisti. “Ma allora i pedonalizzatori ‘folli’ cosa diranno rispetto a chi non vuole la turistificazione del centro?”, si chiede il sindaco. Per questo tutti gli aspetti devono essere “valutati”, soppesa Lepore.

“Modifiche viabilità? Cittadini capiscono”

Di fronte al cambio della viabilità in centro a causa della Garisenda, i cittadini “stanno reagendo bene. C’è comprensione“, dice il sindaco Lepore. A causa dei Tdays e dei cantieri, sottolinea Lepore, “da 10 anni ormai i bolognesi vedono di fatto l’assetto attuale del traffico. Mi pare che finora ci sia una buona reazione, e che ci sia comprensione”. In ogni caso, ricorda il sindaco, “ci siamo presi un mese di tempo per presentare un nuovo piano di viabilità complessivo, perché è possibile ed è necessario mettere in campo un sistema alternativo ma altrettanto efficiente rispetto a quello attuale. Noi dobbiamo aumentare l’uso del trasporto pubblico, non diminuirlo, e ridurre quello delle auto private. Quindi se faremo nuove pedonalizzazioni, sarà per migliorare la vita dei cittadini. Non per peggiorarla”.

Gran parte del traffico, in particolare degli autobus, si sposta dunque sull’asse Santo Stefano-Farini e su via Irnerio. “Su via Santo Stefano abbiamo un problema di ammaloramento stradale, e non da oggi- segnala Lepore- non siamo intervenuti prima perché avremmo bloccato l’intera città. Avremmo dovuto chiudere la strada per un anno per realizzare un intervento strutturale, come quello in via Rizzoli. E con tutto quello che è successo, tra alluvione e altri cantieri, sarebbe stato un errore”. Con la chiusura di San Vitale a seguito dei problemi della Garisenda, però, dalla Soprintendenza è arrivato il via libera a un’asfaltatura transitoria della strada, perché l’aumento del passaggio dei bus rischia di spezzare i basoli. I lavori di asfaltatura, finora solo parziali, saranno completati nei prossimi giorni. Anche su via Irnerio, aggiunge Lepore, che “è già oggi carica e che sarà caricata ulteriormente, prenderemo delle decisioni”.

Il Piano della Protezione civile per la zona della Torre: “Ora allerta gialla”

Tre livelli di allerta: giallo, arancione, rosso. E un vademecum da consegnare porta a porta in tutti i condomini all’interno della zona di potenziale evacuazione. Il Comune di Bologna ha aggiornato il piano di protezione civile legato alla torre Garisenda, da settimane sotto stretta sorveglianza per un ammaloramento delle sue condizioni. Il sindaco Matteo Lepore ha presentato questo pomeriggio a Palazzo D’Accursio le nuove ‘istruzioni per l’uso’ indirizzate a residenti e attività economiche all’ombra delle Due torri. “È come a scuola e negli uffici pubblici, dove si fanno le prove di emergenza- sottolinea il sindaco- vivere vicino alle Due torri significa essere a conoscenza del piano di protezione civile. A prescindere dal lavoro che si farà sulla Garisenda, tutti coloro che si trovano nell’area devono essere informati su dispositivi e procedure. Dobbiamo organizzare la convivenza con la torre“.

Il piano avrà validità fino a che non sarà completata la ‘gabbia’ di contenimento per la messa in sicurezza della Garisenda. Il cantiere dovrebbe prendere il via entro la fine di novembre, partendo dalla struttura intorno al basamento. Poi, via via, tutta la torre sarà ‘blindata’. Il lavoro dovrebbe durare circa sei mesi e a quel punto, con un rischio strutturale ridotto rispetto a oggi, anche il piano di protezione civile sarà aggiornato nuovamente. Al momento sono dunque tre i livelli di allerta. “Adesso siamo al livello giallo- spiega Lepore- siamo nella cosiddetta fase di attenzione, in cui non si ravvede alcun rischio di crollo. La torre è presidiata e monitorata, i dati sono analizzati settimanalmente”.

Quando scattano l’allerta arancione e rossa

Il secondo livello di allerta per la Garisenda è quello arancione, che viene attivato nel caso siano rilevate ulteriori anomalie sullo stato della torre. Viene quindi disposto il presidio fisso della Polizia locale e della Protezione civile in tutta l’area, prevista una viabilità alternativa e avviati ulteriori monitoraggi. Il sindaco di Bologna può anche valutare l’evacuazione e quel punto si passerebbe all’allerta rossa, con blocco della circolazione e abbandono dell’area da parte di residenti e attività economiche nel raggio di 100 metri dalla Garisenda, con istituzione di una zona off limits. “È una fase che speriamo di non vedere mai- si augura Lepore- ma un eventuale crollo sarebbe improvviso e quindi ci dobbiamo organizzare preventivamente”.

La prossima settimana inizierà la distribuzione del vademecum a tutti i palazzi coinvolti che si trovano nella zona di possibile evacuazione (l’elenco completo delle strade e dei civici è sul sito del Comune di Bologna). Dal 13 al 15 novembre, vigili urbani e volontari di Protezione civile in divisa (per evitare truffe) andranno porta a porta a consegnare il piano e un questionario da compilare. “Ci serve per sapere se le informazioni anagrafiche che abbiamo sono ancora corrette”, spiega il sindaco. In quell’area risultano 459 residenti, di cui 46 bambini sotto i 10 anni e 14 persone seguite dai servizi sociali. “Andremo a verificare caso per caso- dice Lepore- non è escluso che ci siano anche situazioni irregolari, ma non possiamo rischiare nulla. Serve la massima cautela, questa fase va presa sul serio”. Nelle prossime ore sarà attivato anche un indirizzo mail dedicato del Comune di Bologna a cui potersi rivolgere.

(FONTE: DIRE.IT)

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